Progetto storico - artistico
Il Travaglio delle Idee
Un secolo di satira, dal Risorgimento alla Costituzione: 1848-1948
| Enti promotori: Provincia di Macerata Università di Macerata, Dipartimento di Scienze della Comunicazione Biblioteca Nazionale Centrale di Roma Centro Studi Gabriele Galantara |
Con la partecipazione: Comune di Macerata Comune di Montelupone Comune di S.Severino Marche Comune di Colmurano Comune di Tolentino |
Con il patrocinio: Ministero dei Beni e Attività Culturali Regione Marche Prefettura di Macerata Istituto per la Storia del Risorgimento Istituto storico della Resistenza |
Finalità e modalità del Progetto
Nella ricorrenza dei sessanta anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana il progetto intende ripercorrere, su base documentaria e artistica, i principali avvenimenti politico-sociali accaduti nell’arco di secolo particolarmente “travagliato” di storia patria (1848 – 1948) mediante la lettura e l’interpretazione - per certi versi parallela ma complementare – che ne fecero i più illustri autori dell’arte satirica, italiani e marchigiani. Fino ad arrivare ad una sintesi “attualizzata” attraverso le opere di autori contemporanei.
Il progetto è quindi previsto suddiviso in tre sezioni: quella storico-documentaria, quella storico-artistica e quella che potremo definire “analitico-riflessiva”.
Il nocciolo del progetto – costituito dalla sezione storico-documentaria (giornali, foto, disegni, stampe, dipinti ecc.) il cui sviluppo è previsto a Macerata e a Roma – oltre ai principali avvenimenti politico-sociali accaduti nell’arco del secolo “travagliato”, intende anche evidenziare le interazioni con una serie di avvenimenti che si inseriscono nelle celebrazioni, quali: la formulazione dello Statuto Albertino (marzo 1848) e la contemporanea nascita del primo giornale satirico italiano (l’Arlecchino, Napoli 1848); l’Unità d’Italia (marzo 1861), la fine della Grande Guerra (1918); il percorso costituzionale e l’entrata in vigore della Costituzione Italiana (gennaio 1948); la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo all'Assemblea delle Nazioni Unite (dicembre 1948), la scomparsa di uno dei massimi disegnatori satirici del Novecento, Giuseppe Scalarini (dicembre 1948). Fra tutte queste date si diramano le vicende nazionali affrontate, con stile dissacrante e matita acuminata, da giornalisti e disegnatori satirici che vissero e interpretarono la storia, spesso pagando in prima persona la loro temerarietà e sete di giustizia.
Molti di questi disegnatori-cronisti furono anche dei raffinati artisti e pittori; e il territorio marchigiano ne espresse un numero notevole e di qualità eccelsa, e seppero interpretare il loro mondo con colorata eleganza e indomita passione. È il caso di personaggi come Gabriele Galantara di Montelupone, come Mariano e Cesare Giri (in arte Giris) di San Severino Marche, come Cesare Marcorelli di Tolentino, come Renzo Ventura di Colmurano, ma anche come Pio Pullini di Ancona che, pur non avendo mai prestato la propria arte nell’ambito delle testate satiriche, seppe immortalare, in sequenze di immagini quasi fotografiche e cronicistiche, eventi drammatici con raffinato umorismo, anticipando e preannunciando il neorealismo cinematografico. Sarà dedicata a questi autori la sezione storico-artistica prevista a San Severino Marche con l’esposizione di oltre cento delle loro opere originali, molte delle quali inedite.
Infine nella sezione definita “analitico-riflessiva” si tenterà di illustrare la percezione attuale della carta costituzionale italiana, a sessant’anni dall’entrata in vigore, e di quella – recentissima –europea, attraverso le opere dei maggiori artisti satirici contemporanei che esporranno a Montelupone, in una originalissima rassegna di idee artisticamente espresse nell’ambito di un concorso internazionale.
Inquadramento storico
Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Repubblicana
Alla fine del 1847 la situazione socio-politica europea si dibatteva nell’attesa di una soluzione alle istanze poste dalle popolazioni dei vari Stati tese ad ottenere maggiori libertà d’espressione e istituzioni consultive, favorendo una saldatura tra rivendicazioni sociali e movimenti nazionali.
In Italia, dove la politica moderatamente riformista di Pio IX aveva creato qualche aspettativa, la scintilla scoccò a Palermo il 12 gennaio 1948, divampando in breve in tutta la Sicilia. Ferdinando II, dopo il tentativo, fallito, di soffocare la rivolta, temendo il propagarsi dei moti insurrezionali sino a Napoli, accordò la Costituzione il 29 gennaio dello stesso anno.
Accadde ciò che oggi si definisce “effetto domino”: in brevissimo tempo concessero la Costituzione il re di Sardegna, il granduca di Toscana e lo stesso Papa Pio IX, mentre in Francia, dopo una serie di durissimi sommovimenti popolari, tra febbraio e aprile 1848 fu deposto Luigi Filippo e affermata la Costituzione repubblicana.
Frutto della Costituzione del 29 gennaio, il 18 marzo 1848 a Napoli veniva fondato da Achille de Lauzières il primo giornale satirico italiano: L’Arlecchino.
Nello stesso anno “scoppiò il quarantotto”: la prima guerra d’indipendenza alla quale ne seguirono altre due per giungere all’unità d’Italia (1861). Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848 e in seguito esteso a tutti i territori progressivamente annessi al regno sabaudo nel corso delle guerre d'indipendenza a formare il Regno d’Italia, fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l'Italia una monarchia costituzionale, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa. Il primo Parlamento dello Stato unitario, all’inizio del 1861, si compose con un suffragio elettorale ristretto al 2% della popolazione; nel 1882 il diritto di voto fu portato al 7% della popolazione e con la riforma del 1912 fu esteso fino a una forma di suffragio universale (ma solo maschile).
Anche dopo l’unificazione del nostro paese la situazione sociale italiana ed europea è in pieno movimento e si accentua sfociando in numerosi conflitti sociali e politici e infine nella prima guerra mondiale, (1915-1918 di cui ricorrono i novant’anni della fine). Ma anche l’orrenda carneficina della Grande Guerra lasciò irrisolti (e per certi versi aggravò) i motivi delle tensioni che animavano i diversi Stati europei, in particolare la Germania, sofferente per il diktat costituito dal trattato di Versailles, e l’Italia che non aveva mai risolto i temi principali che erano alla base dello scontro sociale aggravato dalla massa di reduci e diseredati usciti dalla guerra. Contrasti che generarono il fascismo, in Italia, e il nazismo, in Germania, e l’orrore della seconda guerra mondiale.
Dopo di essa veramente nulla poteva rimanere come prima. Si addivenì a un’unica visione: la pace permanente e istituzioni nazionali forti e democratiche.
L’Italia consegna alle urne, questa volta anche col voto delle donne, il responso tra monarchia e repubblica. Vince quest’ultima. Si va alla Costituzione repubblicana.
La Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre1947 e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. È entrata in vigore il primo gennaio 1948.
Il 10 dicembre 1948 fu proclamata e approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Il 30 dicembre 1948 muore Giuseppe Scalarini, uno dei più grandi interpreti del disegno satirico-politico del ‘900 dopo una aver passato lunghi anni nelle celle del regime fascista per il reato di libera espressione.
La stampa satirica italiana, una breve panoramica
Una storia della Caricatura, nel suo rapporto con gli avvenimenti politici e religiosi, drammatici o frivoli, riguardanti la cultura, la società o la moda, espressione di tutto quanto vive o soffre l’umanità: questa sarebbe un’opera gloriosa e fondamentale! (Charles Baudelaire)
“Scudo, prima ancora che arma” – come l’ha definita il Nobel della letteratura Josè Saramago –, a difesa di irrinunciabili diritti e aspirazioni, la satira scaturisce dalle stesse motivazioni che generano l’umorismo puro ma, contrariamente ad esso, non è né tollerante né indulgente.
È “politica” (laddove si sperimenta e si esprime sul campo della gerenza del potere e sui riflessi che da questa derivano) e “sociale” (quando, più particolarmente, si rivolge a problematiche d’interesse storico, etico, filosofico che coinvolgono il costume e l’universale convivenza civile).
Irrequieto e rivoluzionario, animato da un leale senso della giustizia, il satirico è a tutti gli effetti, e nel senso positivo del termine, un instancabile “delatore”: egli infatti denuncia apertamente, e spesso aspramente, i fatti e i misfatti del mondo e di chi lo governa, colpendo sempre nel segno, col convincimento di potere e dovere contribuire ad un mondo migliore. La sua forza è il sarcasmo, la derisione, l’irrisione. Strumenti temutissimi da tutti i potenti di tutte le epoche, tanto da segnare la storia con innumerevoli e talora sordidi esempi di censura, persecuzione, repressione. Come avvenne per Goya nella Spagna dell’Inquisizione, o per Daumier nella Francia di Luigi Filippo, e per Galantara e Scalarini nell’Italia del ventennio fascista.
La satira ha peraltro antiche e radicate origini popolari, essendo da sempre il mezzo espressivo più diffuso per manifestare pubblicamente umori e malumori o per farsi in qualche modo sentire dal potere costituito.
In Italia l’autentica “esplosione” della stampa satirica avviene agli inizi del Risorgimento, nel 1848. Nell’altra grande capitale europea del XIX secolo, Napoli, il 18 marzo di quell’anno nasce infatti L’Arlecchino . Nel mese di maggio gli fa seguito, a Milano, Lo spirito folletto . Grandi ambizioni, ma vita breve. Tra il 1848 e il ‘49, un po’ in tutta la Penisola, iniziano le pubblicazioni molti altri fogli satirici: da Il lampione di Firenze (tra i suoi fondatori figura quel Carlo Lorenzini che, con lo pseudonimo di Collodi, diventerà famoso per le sue “Avventure di un burattino”) al torinese Il fischietto (da considerarsi il più importante dell’epoca, per l’impostazione grafica e i vigorosi contenuti, magistralmente espressi dalle ottime caricature di Redenti, Virginio, Teja e di altre “grandi firme” ), a Il Don Pirlone (primo giornale audacemente proteso a combattere il potere temporale dei papi) e al Cassandrino di Roma, a La strega di Genova.
Un discorso a parte merita il Pasquino di Torino, fondato nel 1856 su ispirazione di Cavour, e pubblicato ininterrottamente fino al 1930 poi ripreso per un breve periodo anche nel dopoguerra. Sarà per lungo tempo il prototipo dei giornali satirico-umoristici italiani.
Per quasi tutto il secolo, il fiorire (e, spesso, anche il rapido appassire) di nuovi periodici è davvero impressionante. Intorno al 1880, nella sola Milano si contano 25 testate satiriche. Ma anche in
provincia non mancano ardimentose e ridanciane presenze: a Perugia, come a Bari, Palermo o Cagliari si pubblicano giornali di caricature, dai titoli spesso ricorrenti (come Forbice, o Bertoldo), e altri perfino improbabili (come Il diavolo rosa).
Dopo l’Unità d’Italia, la spinta propulsiva della satira sembra affievolirsi, passando in parte la mano all’umorismo leggero e di costume. Prolificano i “giornali per ridere”: emblematica (e nuovamente a Torino, autentica capitale della caricatura italiana del tempo), la nascita de Il Buon Umore, nel giugno 1864, per arrivare a Il pupazzetto di Roma.
Bisognerà arrivare al 1892 perché l’Italia possa avere (dopo la prima parentesi risorgimentale) un giornale satirico d’impostazione moderna e di rilievo anche internazionale. È il tempo del settimanale L’Asino, fondato nell’autunno di quell’anno a Roma da due giovani universitari provenienti dall’Ateneo di Bologna: Guido Podrecca (1860-1923, detto anche Goliardo, direttore ed editorialista) e il suo amico Gabriele Galantara (1865-1937, formidabile disegnatore, che spesso firma le sue caricature con lo pseudonimo anagrammato di Ratalanga).
Il sodalizio darà vita ad un giornalismo moderno e battagliero, di forte impronta socialista e anticlericale. Fin dal primo numero l’Asino ha un enorme successo popolare, tanto da essere presto perseguitato, e più volte sequestrato, processato, condannato. La sua vera “anima” è nelle vigorose copertine, disegnate con straordinaria energia comunicativa da un Galantara sempre appassionato e appassionante.
Anche nella prima parte del XX secolo vengono “create” testate satiriche che incideranno nella società e nel costume, ed alcune avranno un peso sulla nascita del “neorealismo” cinematografico: Il Travaso delle idee, prima di tutti, pubblicato a Roma dal 25 febbraio 1900 ad opera di Carlo Montani e Filiberto Scarpelli, i quali si ispirarono all’omonimo foglio dello stravagante “filosofo da strada” Tito Livio Cianchettini, marchigiano di Monte San Giusto.
.Altro importante periodico romano fu Il becco giallo, fondato nel gennaio 1924 da Alberto Giannini e considerato fra i più coraggiosi giornali antifascisti. Vi collaborò anche Galantara. Per le continue persecuzioni, la redazione fu costretta a trasferirsi a Parigi da dove proseguì il suo impegno fino al 1931, allorché lo stesso Giannini divenne fiancheggiatore del regime.
Nello stesso 1931, sempre a Roma, esce il primo numero del Marc’Aurelio, fondato da Oberdan Cotone e Vito De Bellis: un bisettimanale innovativo, destinato a diventare un autentico riferimento per tutta la stampa satirico-umoristica dell’epoca, con vignette e battute surreali, allusive, che riescono a sfuggire alla censura. Vi collaborerà anche un Galantara ormai stanco, e molti giovani intellettuali, fra cui il diciottenne Federico Fellini .Il Marc’Aurelio sarà pubblicato fino al 1973.
Il successo del Marc’Aurelio ispirò nel luglio 1936 la nascita a Milano del Bertoldo, ad opera dell’editore Rizzoli, che ne affidò la direzione a Giovanni Mosca e Vittorio Metz (quest’ultimo sostituito poi da Giovanni Guareschi). Anche questo fu un periodico con una satira più di costume che politica ed un umorismo spesso elegante e sofisticato. Chiuse nel 1943. Ebbe tra i suoi vignettisti il grande Steinberg, emigrato poi negli Stati Uniti per le leggi razziali.
Nel novembre 1945, figlio evidente del Bertoldo, nacque a Milano il settimanale Candido. Diretto prima da Mosca e Guareschi, poi dal solo Guareschi, Candido riportò nuovamente in auge la satira politica con la famosa rubrica “Visto da sinistra-Visto da destra” e con le incisive vignette dello stesso Guareschi. Cessò le pubblicazioni nel 1961, per essere ripreso nel 1968, dopo la scomparsa di Guareschi, da Gino Pisanò che ne fece un organo propagandistico della destra.
Per riassumere:
nel 1848, anno di nascita della stampa satirica, i giornali fondati in tutta Italia furono ben cinquantacinque. Tra il 1849 e il 1861 ne furono fondati settanta. Tra il 1862 e il 1915 ci fu un vero e proprio exploit con oltre 450 testate (naturalmente molte ebbero vita breve) e ben altre cinquanta ne vengono aperte (e velocemente richiuse) nel corso della Grande Guerra. Tra il 1919 e il 1948 vengono fondati circa 200 nuovi giornali satirici.
Anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana continuarono a nascere le testate satiriche in tutto il paese, seppure a un ritmo più modesto: furono infatti circa duecento tra il 1949 e il 2005, spesso nate come inserti di altri giornali (Satyrcon, il Male, il Sale, Cuore, ecc.), e il resto sostanzialmente come “fogli” a carattere poco più che locale.
Oggi in Italia non esiste più alcun giornale satirico a tiratura nazionale.
Lo svolgimento del progetto
Il progetto, come già in parte illustrato nella prima parte dedicata alle finalità e modalità, si articolerà sostanzialmente in tre mostre-evento, associate ad incontri di tipo convegnistico e celebrativo prevedendo, oltre all’indagine storico-documentaria (Macerata- Roma) anche quella storico-artistica (S.Severino Marche- Roma) e quella definita “analitico-riflessiva”.che può essere intesa come una attualizzazione della percezione costituzionale attraverso l’arte dei maggiori artisti italiani ed europei contemporanei (Montelupone). Quest’ultima anche grazie alla partecipazione di eminenti autori francesi che si esprimeranno artisticamente in merito alle valenze e alle riflessioni della Carta Costituzionale Europea.
Il materiale espositivo proviene da numerose fonti, in particolare:
- la documentazione storico-documentaria in esposizione a Roma e a Macerata dovrebbe provenire essenzialmente dalla partecipazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dall’archivio della Fondazione Nevol Querci, dalla collezione Paolo Moretti di Bolzano, dal Centro Studi Gabriele Galantara di Montelupone, da collezioni private;
- le opere in esposizione a San Severino Marche e Roma provengono da collezioni private (Galantara e Giris), dal Comune di San Severino Marche (Giris), dalla casa-museo Marcorelli di Tolentino, dal Museo di Roma di Palazzo Braschi (Pullini);
- le opere che saranno esposte a Montelupone saranno in larga parte prodotte appositamente dagli artisti italiani e francesi partecipanti al concorso internazionale, ma anche dall’archivio storico della testata satirica francese “Le Canard Enchainé”.
Le tre sezioni del progetto saranno supportate da altrettante prestigiose pubblicazioni di alto profilo scientifico ed editoriale. Larga parte della documentazione riportata in tali pubblicazioni è totalmente inedita.
Bozza di programma degli eventi
Anno 2008:
PREMIO INTERNAZIONALE GALANTARA 2008
(Concorso e mostra)
Tema per gli autori Italiani: la Costituzione italiana: sessant’anni…ma li dimostra?
Tema per gli autori francesi: una Costituzione europea per sopravvivere allo sviluppo
Località: MONTELUPONE (MC) - Periodo: Giugno 2008
L’ALTRA STORIA, la stampa satirica italiana, dal Risorgimento alla Costituzione
(Mostra storico-artistica-documentaria, convegno e seminario)
Sezione speciale 1: Costituenti e ricostituenti (I 60 anni della Costituzione italiana)
Sezione speciale 2: Il sorriso amaro (La Grande Guerra)
Documentazione fotografica: immagini dall’archivio Balelli
Località: MACERATA - Periodo: settembre-ottobre 2008
Località: ROMA (Biblioteca Nazionale) - Periodo: novembre-dicembre 2008 (da verificare)
Anno 2009:
L’ARTE IL DRAMMA IL SORRISO, satirici e caricaturisti del primo Novecento
(Mostra d’arte e convegno): Giris, Galantara, Marcorelli, Ventura, Pullini
Località: SAN SEVERINO MARCHE - Periodo: maggio-luglio 2009
Località: ROMA (Museo di Roma in Trastevere) - Periodo: agosto-ottobre 2009 (da verificare)
