Progetto storico - artistico
Il Travaglio delle Idee
Un secolo di satira dal Risorgimento alla Costituzione 1848-1948
Enti Promotori:
Provincia di Macerata, Comune di Montelupone, Comune di S.Severino Marche
Con il patrocinio:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comitato per la valorizzazione della Cultura della Repubblica, Presidenza del Consiglio della Regione Marche
Con la partecipazione:
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Università di Macerata Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Museo di Roma Palazzo Braschi
Con il contributo:
Fondazione Carima, Banca Marche
BASE DEL PROGETTO
Nella ricorrenza dei sessanta anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana il progetto intende ripercorrere, su base documentaria e artistica, i principali avvenimenti politico-sociali accaduti nell’arco di secolo particolarmente “travagliato” di storia italiana (1848 – 1948) mediante la lettura e l’interpretazione - per certi versi parallela ma complementare – che ne fecero i più illustri autori italiani dell’arte satirica, fino ad arrivare ad una sintesi “attualizzata” attraverso le opere di autori contemporanei.
IL PROGETTO: MODALITÀ REALIZZATIVE
Il progetto è quindi previsto suddiviso in tre sezioni: quella storico-documentaria, quella artistica e quella “contemporanea”.
Il nocciolo del progetto – costituito dalla sezione “storico-documentaria” (vignette e articoli giornali, foto, disegni, stampe, ecc.) il cui sviluppo è previsto a Macerata e a Montelupone – oltre ai principali avvenimenti politico-sociali accaduti nell’arco del secolo “travagliato”, intende anche evidenziare le interazioni con una serie di avvenimenti che si inseriscono nelle celebrazioni, quali: la formulazione dello Statuto Albertino (marzo 1848) e la contemporanea nascita del primo giornale satirico italiano (l’Arlecchino, Napoli 1848); l’Unità d’Italia (marzo 1861), la prima e la seconda guerra mondiale; il percorso costituzionale e l’entrata in vigore della Costituzione Italiana (gennaio 1948); la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo all'Assemblea delle Nazioni Unite (dicembre 1948), la scomparsa di uno dei massimi disegnatori satirici del Novecento, Giuseppe Scalarini (dicembre 1948). Fra tutte queste date si diramano le vicende nazionali affrontate, con stile dissacrante e matita acuminata, da giornalisti e disegnatori satirici che vissero e interpretarono la storia, spesso pagando in prima persona la loro temerarietà e sete di giustizia.
Molti di questi disegnatori-cronisti furono anche dei raffinati artisti e pittori; e il territorio marchigiano ne espresse un numero notevole e di qualità eccelsa, e seppero interpretare il loro mondo con maestria artistica e indomita passione sociale. È il caso di personaggi come Gabriele Galantara di Montelupone, come Cesare Giri (in arte Giris) di San Severino Marche, come Cesare Marcorelli di Tolentino, come Renzo Ventura di Colmurano, come Pio Pullini di Ancona. Sarà dedicata a questi autori la sezione “artistica” prevista a San Severino Marche con l’esposizione di oltre cento delle loro opere originali, molte delle quali inedite.
Infine nella sezione “contemporanea” si illustrerà la percezione attuale della Carta Costituzionale italiana, a sessant’anni dall’entrata in vigore attraverso le opere dei maggiori artisti satirici contemporanei che esporranno a Montelupone, in una originalissima rassegna di idee che vede impegnati anche gli artisti francesi nell’interpretazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Inquadramento storico del progetto
Dallo Statuto Albertino alla Costituzione Repubblicana
Alla fine del 1847 la situazione socio-politica europea si dibatteva nell’attesa di una soluzione alle istanze poste dalle popolazioni dei vari Stati tese ad ottenere maggiori libertà d’espressione e istituzioni consultive, favorendo una saldatura tra rivendicazioni sociali e movimenti nazionali.
In Italia, dove la politica moderatamente riformista di Pio IX aveva creato qualche aspettativa, la scintilla scoccò a Palermo il 12 gennaio 1948, divampando in breve in tutta la Sicilia. Ferdinando II, dopo il tentativo, fallito, di soffocare la rivolta, temendo il propagarsi dei moti insurrezionali sino a Napoli, accordò la Costituzione il 29 gennaio dello stesso anno.
Accadde ciò che oggi si definisce “effetto domino”: in brevissimo tempo concessero la Costituzione il re di Sardegna, il granduca di Toscana e lo stesso Papa Pio IX, mentre in Francia, dopo una serie di durissimi sommovimenti popolari, tra febbraio e aprile 1848 fu deposto Luigi Filippo e affermata la Costituzione repubblicana.
Frutto della Costituzione del 29 gennaio, il 18 marzo 1848 a Napoli veniva fondato da Achille de Lauzières il primo giornale satirico italiano: L’Arlecchino.
Nello stesso anno “scoppiò il quarantotto”: la prima guerra d’indipendenza alla quale ne seguirono altre due per giungere all’unità d’Italia (1861). Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848 e in seguito esteso a tutti i territori progressivamente annessi al regno sabaudo nel corso delle guerre d'indipendenza a formare il Regno d’Italia, fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l'Italia una monarchia costituzionale, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa.
Il primo Parlamento dello Stato unitario, all’inizio del 1861, si compose con un suffragio elettorale ristretto al 2% della popolazione; nel 1882 il diritto di voto fu portato al 7% della popolazione e con la riforma del 1912 fu esteso fino a una forma di suffragio universale (ma solo maschile).
Anche dopo l’unificazione del nostro paese la situazione sociale italiana ed europea è in pieno movimento e si accentua sfociando in numerosi conflitti sociali e politici e infine nella prima guerra mondiale, (1915-1918 di cui ricorrono i novant’anni della fine). Ma anche l’orrenda carneficina della Grande Guerra lasciò irrisolti (e per certi versi aggravò) i motivi delle tensioni che animavano i diversi Stati europei, in particolare la Germania, sofferente per il diktat costituito dal trattato di Versailles, e l’Italia che non aveva mai risolto i temi principali che erano alla base dello scontro sociale aggravato dalla massa di reduci e diseredati usciti dalla guerra. Contrasti che generarono il fascismo, in Italia, e il nazismo, in Germania, e l’orrore della seconda guerra mondiale.
Dopo di essa veramente nulla poteva rimanere come prima. Si addivenì a un’unica visione: la pace permanente e istituzioni nazionali forti e democratiche.
L’Italia consegna alle urne, questa volta anche col voto delle donne, il responso tra monarchia e repubblica. Vince quest’ultima. Si va alla Costituzione repubblicana.
La Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. È entrata in vigore il primo gennaio 1948.
Il 10 dicembre 1948 fu proclamata e approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Il 30 dicembre 1948 muore Giuseppe Scalarini, uno dei più grandi interpreti del disegno satirico-politico del ‘900 dopo una aver passato lunghi anni nelle celle del regime fascista per il reato di libera espressione.
Lo svolgimento del progetto
(vedere dettaglio singole iniziative più in basso)
Il progetto, come già in parte illustrato nella prima parte dedicata alle finalità e modalità, si articolerà sostanzialmente in tre mostre-evento prevedendo, oltre all’indagine “storico-documentaria” (Macerata e Montelupone) anche quella “artistica” (S.Severino Marche) e quella definita “contemporanea”.che può essere intesa come una attualizzazione della percezione costituzionale attraverso l’interpretazione dei maggiori artisti italiani ed europei contemporanei (Montelupone). Quest’ultima anche grazie alla partecipazione di eminenti autori francesi che si esprimeranno artisticamente in merito alle valenze e alle riflessioni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Programma degli eventi espositivi
A) ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI SATIRA E CARICATURA CONTEMPORANEA
Autori Italiani: la Costituzione italiana: sessant’anni…ma li dimostra?
Autori francesi: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
MONTELUPONE (MC) – Chiesa S.Francesco: 27 Giugno- 8 dicembre 2008
B) L’ARTE IL DRAMMA IL SORRISO, caricaturisti del Novecento
(Mostra d’arte): Giris, Galantara, Marcorelli, Ventura, Pullini
SAN SEVERINO MARCHE - Palazzo Servanzi Confidati: 17 ottobre 2008 - 6 gennaio 2009
C) L’ALTRA STORIA, un secolo di stampa satirica italiana 1848-1948
(Mostra storico-artistica-documentaria)
ROMA – Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: 3 ottobre – 5 novembre 2008
MONTELUPONE - Chiesa della Pietà: 9 ottobre - 8 dicembre 2008
Le tre sezioni del progetto saranno supportate da prestigiose pubblicazioni di alto profilo scientifico ed editoriale. Larga parte della documentazione riportata in tali pubblicazioni è totalmente inedita.
Il materiale espositivo proviene da numerose fonti, in particolare:
- la documentazione storico-documentaria in esposizione a Macerata e Montelupone dovrebbe provenire essenzialmente dalla partecipazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dal Centro Apice dell’Università di Milano, dall’archivio della Fondazione Nevol Querci, dalla collezione Paolo Moretti di Bolzano, dal Centro Studi Gabriele Galantara di Montelupone,
- Le opere in esposizione a San Severino Marche provengono da collezioni private (Galantara e Giris), dal Comune di San Severino Marche (Giris), dalla casa-museo Marcorelli di Tolentino, dal Museo di Roma di Palazzo Braschi (Pullini), dal Comune di Colmurano (ventura), da numerose collezioni private.
- Le opere esposte a Montelupone sono state prodotte appositamente dagli artisti italiani e francesi partecipanti alla rassegna internazionale.
Evento espositivo A:
ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI SATIRA E CARICATURA CONTEMPORANEA
Località: MONTELUPONE (MC) - Periodo: Giugno 2008
L’esposizione intende costituire la più grande rassegna d’arte contemporanea su due grandi temi di fondamentale importanza storica, civile e politica, e di cui ricorrono le celebrazioni dei sessanta anni dall’entrata in vigore :
Il primo tema, riguardante l’Italia, verte sulla “percezione” dei più noti e importanti artisti satirici e caricaturisti italiani in merito alla Costituzione della Repubblica.
Il tema, volutamente provocatorio è: “La Costituzione italiana: sessant’anni…ma li dimostra?”
L’evento espositivo verrà realizzato mediante la partecipazione degli autori, esclusivamente su invito. Gli autori invitati a partecipare rappresentano la massima espressione dell’arte satirico-caricaturale italiana. Tra gli altri: Altan, Bucchi, Contemori, Mangosi, Marcenaro, Melanton, Mora, Origone, Staino, Giannelli, Interlenghi, Ippoliti, Martellini, Bortolotti, Bozzetto, Caldanzano, Cattoni, Cemak, Clericetti De Angelis Disegni Fagnani Frosini Giannelli Giombetti Ippoliti Isca Marampon Marcenaro, Bisesti, Origone, Pillinini, Saint Pierre, Sironi, Squillante, Zap & Ida.
Ognuno di loro invierà almeno due opere originali, così suddivise:
- Opere a tema libero, riservata all’arte satirica liberamente espressa sulle molteplici problematiche e contraddizioni della civiltà contemporanea, che con sapiente ironia e spirito critico, sappia stimolare al riso, al sorriso e alla riflessione.
- Opere a tema assegnato: “La Costituzione italiana: sessant’anni… ma li dimostra?” riservata all’arte satirica specificamente espressa sugli aspetti storici, etici, filosofici e sociali della Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948. Come contributo ad un vivace e democratico dibattito, è data massima libertà ai Disegnatori e Caricaturisti di formulare la propria opinione sulla consolidata e intangibile validità della nostra “Carta” fondamentale o, viceversa, sulla necessità di un suo adeguato rinnovamento alle più moderne esigenze civili.
Il secondo tema riguarda un argomento sempre più attuale nel mondo contemporaneo, vale a dire la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che fu proclamata e approvata a Parigi dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.
A partecipare ad una riflessione mediante l’arte della caricatura, alcuni dei più noti e apprezzati artisti francesi,come: Mulatier, Plantu, Wolinski, Graells, Pancho, Tignous, Ricord, Morchoisne, Rousso, Brito, Bourgeau, Million, Dirik, Fenu, Gibo, Mathieu, Bouton, Moine, Ougen.
Evento espositivo B:
L’ARTE IL DRAMMA IL SORRISO, caricaturisti del Novecento
Località: SAN SEVERINO MARCHE - Periodo: settembre 2008
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, anche a seguito dello sviluppo della stampa, furono numerosi gli artisti italiani che, ripercorrendo la strada già intrapresa prima di loro in Francia da illustri pittori come Daumier, Forain, Touluse Lautrec, furono attratti dalle possibilità espressive dell’arte caricaturale, divenendone in breve maestri insigni e riconosciuti. Tra essi figurano emblematicamente il nome di alcuni marchigiani che si affermarono come artisti completi ed eclettici, manifestando la continuità con la tradizione artistica italiana.
Essi seppero interpretare il mondo del nuovo secolo con profonda maestria artistica e indomita passione sociale. È il caso di personaggi come Gabriele Galantara di Montelupone, come Cesare Giri (in arte Giris) di San Severino Marche, come Cesare Marcorelli di Tolentino, come Renzo Ventura di Colmurano, come Pio Pullini di Ancona.
GABRIELE GALANTARA (Montelupone, 1865 – Roma, 1937)
Considerato fra i massimi giornalisti caricaturisti italiani di ogni epoca, autore di autentici capolavori pittorici, celebre anche in Francia, dove espose con successo le sue opere, Gabriele Galantara (che firmava anche con l’anagramma di Ratalanga) resta l’esempio più fulgido, e per molti aspetti insuperato, nel vivace panorama della satira politica del nostro Paese.
Universitario a Bologna, nel 1888, con Guido Podrecca, fondò il “Bononia ridet”, dando poi vita a Roma al settimanale “L’Asino”, caratterizzato da una forte critica sociale e da un acceso anticlericalismo, che provocarono denunce, condanne e arresti.
Nel 1896 Galantara contribuì in misura determinante anche alla nascita del quotidiano socialista ”Avanti!”, sul quale disegnò per diversi anni la vignetta di prima pagina dove fu degnamente sostituito nel 1911 da quel Giuseppe Scalarini, che fu per anni osteggiato, perseguitato e infine esiliato da Mussolini.
L'avventura de L'Asino, settimanale pubblicato dall'editore socialista Luigi Mongini,inizia ne l 1892, e reca nella testata una frase di Domenico Guerrazzi "Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato" che ottiene subito uno straordinario successo di pubblico, se si pensa che il primo numero, contro ogni previsione, vende trentamila copie con una richiesta che aumenta in seguito non solo a Roma, ma in tutte le città italiane.
CESARE MARCORELLI (Tolentino/MC, 1881 – 1948)
Pittore e caricaturista di valore, frequentò le Accademie di Firenze e di Napoli.
Nella sua città natale, ebbe modo di esercitarsi nell’arte umoristica con una serie di caricature di grande effetto, che alcuni storici considerano perfino più pregevoli dei suoi ritratti pittorici. Il suo più grande allievo fu il nipote Luigi Mari, fondatore della “Biennale dell’Umorismo”.
La caricatura di Marcorelli fu sempre bonaria, divertita, godibile. Di mirabile effetto – anche stilistico – sono le “ambientazioni” che riflettevano con ironia la vita cittadina del suo tempo.
Trasferitosi a Roma, ebbe modo di frequentare i salotti culturali e artistici della Capitale, collaborando a “La Tribuna” e “Noi e il mondo”. Per quest’ultimo, Marcorelli produsse molte delle sue caricature più famose, come quelle su Leoncavallo, Zandonai o Camilla Bellarmè.
Fu ufficiale di artiglieria nella Grande Guerra. Ferito due volte sul Carso, rientrò a Tolentino molto segnato anche nello spirito, tanto da ridurre gradualmente la produzione umoristica, per dedicarsi quasi esclusivamente a pensose e intense pitture paesaggistiche.
CESARE GIRI (San Severino Marche 1877, Roma 1941)
Pittore, scultore, caricaturista. Nato a. Frequentò a Roma prima l'Istituto di belle arti, poi, ottenuta una borsa di studio, s'iscrisse alla facoltà di architettura. Nel periodo romano ottenne premi e riconoscimenti. Tra l'altro collaborò alla rivista artistico-letteraria "Fantasia". Alla vigilia della laurea
decise di lasciare tutto e di trasferirsi a Parigi, dove si fece ben presto strada con il nome d’arte di Cesar Giris. Caricaturista istintivo, con un grafismo dal sapore francese, collaborò come disegnatore ai giornali più importanti di Parigi: "Le eri de Paris", "L'assiette au beurre", "La scurire", la "Vie de Paris". Ma la fama gli arrise soprattutto come scultore satirico. Modellò dapprima le caricature degli artisti in voga, poi fece quelle dei regnanti e delle personalità dell'epoca. Molto nota quella di Leopoldo II del Belgio, quella del presidente della repubblica francese e quella del re di Spagna Alfonso III. Molto ammirata fu anche la serie di figurine dette "della strada": Gigolette, L'apache, ecc., le quali rivelano il sentimento arguto della sua fantasia e la vivacità di espressione, caratteristiche sempre presenti nella sua arte. Ritornò in Italia nel 1914 e vi restò fino alla fine della prima guerra mondiale. Gli orrori di questa guerra gli ispirarono le splendide Pagine di sangue, album con diciassette quadri a colori. Dopo un nuovo soggiorno a Parigi, il Giri si trasferisce in America del nord, a New York, dove lavora come scultore e architetto, nonché come scenografo. Dopo la crisi del '29 toma in italia. Qui ebbe l'incarico di decorare la Domus Aurea dell'Augusteo con opere di scultura e pittura. Poi, su committenza del governo di San Marino, decorò con sculture il ricostruendo teatro Titano.
RENZO C. VENTURA (Colmurano 1886, San Colombano al Lambro 1940)
pseudomino di Lorenzo Contratti, lavora a Bologna presso la litografia Chappuis, poi nel 1912 si trasferisce a Milano. Seguono undici anni illuminati da un’arte feroce e straordinaria, che lo portano in breve tempo alla fama e al successo. Lavora per molte testate da "Il Secolo XX" a "Il Mondo" da "Satana Beffa" ad "Ardita", "Novella", ecc. oltre che assiduamente, alla rivista "Touring".
Disegna innumerevoli copertine di romanzi, una settantina solo per l’editore Vitagliano ed illustra numerosi manifesti pubblicitari, memorabili quelli della Magnesia Polli.
Il tutto strabordante dalle linee sinuose, raffinate ed eleganti, tipiche dell’art-decò.
Una sensibilità incontenibile che a volte sconfina in vera e propria libidine; Renzo Ventura sarà processato per alcune interpretazioni, ritenute troppo audaci e trasgressive dell’immaginario femminile, che su di lui esercitò sempre un’attrazione fortissima.
Un’esistenza d’artista "maledetto", misteriosa e piena di luci e d’ombre, dissipata nel senso più ampio del termine. Il rapporto complicato con le donne lo porta ad essere attratto da frequentazioni ambigue, la sifilide di certo accelera la spinta verso la follia, il ricovero in manicomonio e l’oblio.
Viene ricoverato a 37 anni. Muore a 54 anni, ormai dimenticato da tutti.
PIO PULLINI (Ancona, 1887 - Roma, 1955).
Pittore, decoratore e illustratore. Dopo gli studi ad Urbino completò la sua formazione nell’Istituto di Belle Arti di Roma. Ancora giovane decorò e affrescò importanti ambienti a Roma e nel Montenegro. Si fece apprezzare anche per le notevoli doti di ritrattista, come nel caso del ritratto del patriota Gaetano Pullini (1911), o di Benedetto XV (1915). Nel 1920 partecipò ai lavori di decorazione nel Viminale e l’anno successivo fece il suo esordio espositivo alla I Biennale Romana. Fu insegnante di disegno nella scuola tecnica di Cagliari (1922), Rovigo (1923) e Faenza (1931). Si dedicò alla produzione di brillanti acquarelli umoristici, che lo renderanno particolarmente noto e apprezzato. Nel frattempo diede prove notevoli nella decorazione ad affresco della Casa del Fascio di Rovigo (1927) e nel Palazzo municipale di Ancona (1929). Nel 1930 ottenne l’incarico di realizzare le illustrazioni per il libro unico della terza elementare curato da Grazia Deledda, cui seguirono quelli per le due prime classi. Trasferitosi definitivamente a Roma, nel 1936 realizzò le cartoline per il saggio nazionale dei Premilitari e iniziò a collaborare con la rivista «L’Urbe» diretta dall’amico Antonio Muñoz. Nel 1937 eseguì un ritratto del Duca degli Abruzzi per l’omonimo istituto tecnico. Per il Circolo dei Romanisti illustrò nel 1939 i sonetti in vernacolo di Antonio Spinola e alcuni disegni per le annuali strenne. Fissò scene, tipi e situazioni di una città che stava cambiando volto. Realizzò segretamente centinaia di tali istantanee ad acquarello, che diventarono una viva documentazione della Roma degli anni di guerra, dell’occupazione nazista e della liberazione. Nel 1947 Pullini affrescò nel refettorio del Collegio Nazareno la scena di Gesù ad Emmaus, che in seguito è stata incomprensibilmente distrutta; Si spense a Roma il 10 luglio del 1955.
Evento espositivo C:
L’ALTRA STORIA, un secolo di stampa satirica italiana 1848-1948
Località: ROMA - Periodo: 3 ottobre – 5 novembre 2008
Località: MONTELUPONE - Periodo: 9 novembre – 8 dicembre 2008
Una breve panoramica
“Scudo, prima ancora che arma” – come l’ha definita il Nobel della letteratura Josè Saramago –, a difesa di irrinunciabili diritti e aspirazioni, la satira scaturisce dalle stesse motivazioni che generano l’umorismo puro ma, contrariamente ad esso, non è né tollerante né indulgente.
È “politica” (laddove si sperimenta e si esprime sul campo della gerenza del potere e sui riflessi che da questa derivano) e “sociale” (quando, più particolarmente, si rivolge a problematiche d’interesse storico, etico, filosofico che coinvolgono il costume e l’universale convivenza civile)
Irrequieto e rivoluzionario, animato da un leale senso della giustizia, il satirico è a tutti gli effetti, e nel senso positivo del termine, un instancabile “delatore”: egli infatti denuncia apertamente, e spesso aspramente, i fatti e i misfatti del mondo e di chi lo governa, colpendo sempre nel segno, col convincimento di potere e dovere contribuire ad un mondo migliore. La sua forza è il sarcasmo, la derisione, l’irrisione. Strumenti temutissimi da tutti i potenti di tutte le epoche, tanto da segnare la storia con innumerevoli e talora sordidi esempi di censura, persecuzione, repressione. Come avvenne per Goya nella Spagna dell’Inquisizione, o per Daumier nella Francia di Luigi Filippo, e per Galantara e Scalarini nell’Italia del ventennio fascista.
La satira ha peraltro antiche e radicate origini popolari, essendo da sempre il mezzo espressivo più diffuso per manifestare pubblicamente umori e malumori o per farsi in qualche modo sentire dal potere costituito.
In Italia l’autentica “esplosione” della stampa satirica avviene agli inizi del Risorgimento, nel 1848. Nell’altra grande capitale europea del XIX secolo, Napoli, il 18 marzo di quell’anno nasce infatti L’Arlecchino . Nel mese di maggio gli fa seguito, a Milano, Lo spirito folletto . Grandi ambizioni, ma vita breve. Tra il 1848 e il ‘49, un po’ in tutta la Penisola, iniziano le pubblicazioni molti altri fogli satirici: da Il lampione di Firenze (tra i suoi fondatori figura quel Carlo Lorenzini che, con lo pseudonimo di Collodi, diventerà famoso per le sue “Avventure di un burattino”) al torinese Il fischietto (da considerarsi il più importante dell’epoca, per l’impostazione grafica e i vigorosi contenuti, magistralmente espressi dalle ottime caricature di Redenti, Virginio, Teja e di altre “grandi firme” ), a Il Don Pirlone (primo giornale audacemente proteso a combattere il potere temporale dei papi) e al Cassandrino di Roma, a La strega di Genova.
Un discorso a parte merita il Pasquino di Torino, fondato nel 1856 su ispirazione di Cavour, e pubblicato ininterrottamente fino al 1930 poi ripreso per un breve periodo anche nel dopoguerra. Sarà per lungo tempo il prototipo dei giornali satirico-umoristici italiani.
Per quasi tutto il secolo, il fiorire (e, spesso, anche il rapido appassire) di nuovi periodici è davvero impressionante. Intorno al 1880, nella sola Milano si contano 25 testate satiriche. Ma anche in
provincia non mancano ardimentose e ridanciane presenze: a Perugia, come a Bari, Palermo o Cagliari si pubblicano giornali di caricature, dai titoli spesso ricorrenti (come Forbice, o Bertoldo), e altri perfino improbabili (come Il diavolo rosa).
Dopo l’Unità d’Italia, la spinta propulsiva della satira sembra affievolirsi, passando in parte la mano all’umorismo leggero e di costume. Prolificano i “giornali per ridere”: emblematica (e nuovamente a Torino, autentica capitale della caricatura italiana del tempo), la nascita de Il Buon Umore, nel giugno 1864, per arrivare a Il pupazzetto di Roma.
Bisognerà arrivare al 1892 perché l’Italia possa avere (dopo la prima parentesi risorgimentale) un giornale satirico d’impostazione moderna e di rilievo anche internazionale. È il tempo del settimanale L’Asino, fondato nell’autunno di quell’anno a Roma da due giovani universitari provenienti dall’Ateneo di Bologna: Guido Podrecca (1860-1923, detto anche Goliardo, direttore ed editorialista) e il suo amico Gabriele Galantara (1865-1937, formidabile disegnatore, che spesso firma le sue caricature con lo pseudonimo anagrammato di Ratalanga).
Il sodalizio darà vita ad un giornalismo moderno e battagliero, di forte impronta socialista e anticlericale. Fin dal primo numero l’Asino ha un enorme successo popolare, tanto da essere presto perseguitato, e più volte sequestrato, processato, condannato. La sua vera “anima” è nelle vigorose copertine, disegnate con straordinaria energia comunicativa da un Galantara sempre appassionato e appassionante.
Anche nella prima parte del XX secolo vengono “create” testate satiriche che incideranno nella società e nel costume, ed alcune avranno un peso sulla nascita del “neorealismo” cinematografico: Il Travaso delle idee, prima di tutti, pubblicato a Roma dal 25 febbraio 1900 ad opera di Carlo Montani e Filiberto Scarpelli, i quali si ispirarono all’omonimo foglio dello stravagante “filosofo da strada” Tito Livio Cianchettini, marchigiano di Monte San Giusto.
.Altro importante periodico romano fu Il becco giallo, fondato nel gennaio 1924 da Alberto Giannini e considerato fra i più coraggiosi giornali antifascisti. Vi collaborò anche Galantara. Per le continue persecuzioni, la redazione fu costretta a trasferirsi a Parigi da dove proseguì il suo impegno fino al 1931, allorché lo stesso Giannini divenne fiancheggiatore del regime.
Nello stesso 1931, sempre a Roma, esce il primo numero del Marc’Aurelio, fondato da Oberdan Cotone e Vito De Bellis: un bisettimanale innovativo, destinato a diventare un autentico riferimento per tutta la stampa satirico-umoristica dell’epoca, con vignette e battute surreali, allusive, che riescono a sfuggire alla censura. Vi collaborerà anche un Galantara ormai stanco, e molti giovani intellettuali, fra cui il diciottenne Federico Fellini .Il Marc’Aurelio sarà pubblicato fino al 1973.
Il successo del Marc’Aurelio ispirò nel luglio 1936 la nascita a Milano del Bertoldo, ad opera dell’editore Rizzoli, che ne affidò la direzione a Giovanni Mosca e Vittorio Metz (quest’ultimo sostituito poi da Giovanni Guareschi). Anche questo fu un periodico con una satira più di costume che politica ed un umorismo spesso elegante e sofisticato. Chiuse nel 1943. Ebbe tra i suoi vignettisti il grande Steinberg, emigrato poi negli Stati Uniti per le leggi razziali.
Nel novembre 1945, figlio evidente del Bertoldo, nacque a Milano il settimanale Candido. Diretto prima da Mosca e Guareschi, poi dal solo Guareschi, Candido riportò nuovamente in auge la satira politica con la famosa rubrica “Visto da sinistra-Visto da destra” e con le incisive vignette dello stesso Guareschi. Cessò le pubblicazioni nel 1961, per essere ripreso nel 1968, dopo la scomparsa di Guareschi, da Gino Pisanò che ne fece un organo propagandistico della destra.
Per riassumere:
nel 1848, anno di nascita della stampa satirica, i giornali fondati in tutta Italia furono ben cinquantacinque. Tra il 1849 e il 1861 ne furono fondati settanta. Tra il 1862 e il 1915 ci fu un vero e proprio exploit con oltre 450 testate (naturalmente molte ebbero vita breve) e ben altre cinquanta ne vengono aperte (e velocemente richiuse) nel corso della Grande Guerra. Tra il 1919 e il 1948 vengono fondati circa 200 nuovi giornali satirici.
Anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana continuarono a nascere le testate satiriche in tutto il paese, seppure a un ritmo più modesto: furono infatti circa duecento tra il 1949 e il 2005, spesso nate come inserti di altri giornali (Satyrcon, il Male, il Sale, Cuore, ecc.), e il resto sostanzialmente come “fogli” a carattere poco più che locale.
Oggi in Italia non esiste più alcun giornale satirico a tiratura nazionale.
ELENCO PERIODI-EVENTI E TESTATE DI RIFERIMENTO
Periodi - anni |
Periodi - eventi |
Testate |
| Dal 1848 al 1861 | Dal risorgimento, allo Statuto Albertino;
dalla Spedizione dei Mille, all’Unità d’Italia |
L’Arlecchino Il Don Pirlone Lo Spirito Folletto Il Fischietto |
| Dal 1861 al 1900 | Dalla terza guerra d’indipendenza, alla presa di Roma; dalla Seconda Internazionale, all’uccisione di re Umberto |
Il Pasquino La Chiacchiera La Rana Il Guerrin Meschino Il Capitan Terribile Bonomia Ridet Merlin Cocai |
| Dal 1900 al 1914 | Dall’ascesa al trono di Vittorio Emanuele III, all’ascesa al soglio pontificio di Pio X; dal diritto di voto e al contratto collettivo, all’uccisione di Francesco Ferdinando |
Il Travaso delle Idee L’Avanti Numero L’Asino Il Mulo |
| Dal 1914 al 1922 | Dalla Prima Guerra Mondiale, alla nascita dei “fasci di combattimento”; dalla “Marcia su Roma” al Governo fascista |
La Tradotta La Trincea L’Asino L’Avanti Il Mulo |
| Dal 1922 al 1944 | Dall’istituzione del Gran Consiglio del Fascismo, alle leggi repressive e contro la libertà di stampa; dai Patti Lateranensi, alle leggi razziali; dalla guerra d’Etiopia, alla Seconda Guerra Mondiale |
Becco Giallo L’uomo di pietra Il Marc’Aurelio Il Bertoldo Il Barbagianni |
| Dal 1944 al 1948 | Dalla guerra partigiana alla Liberazione; dalla fine della guerra al referendum; dall’Assemblea Costituente alla Costituzione |
Candido L’Uomo che ride Don Basilio Gran Macel |
